Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: un’opportunità per la tua azienda!


Sfrutta le agevolazioni sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo e rendi competitiva la tua azienda!

Cos’è il credito d’imposta

Il credito d’imposta è uno “sconto” sulle tasse da pagare allo Stato, un credito che l’imprenditore ha nei confronti dello Stato e che riduce l’ammontare dei debiti o delle imposte dovute; in alcuni casi, viene restituito tramite la dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione fiscale del credito d’imposta spetta anche a quelle aziende che stipulano contratti di ricerca e sviluppo di prodotti e soluzioni con start-up o PMI innovative.

 

SwitchUp, la tua PMI innovativa!

SwitchUp S.r.l. è una PMI innovativa: questo significa che se stipuli un contratto con noi per lo sviluppo di un prodotto digitale puoi ricevere il bonus fiscale del 50%.

Sito web, App, sviluppo software ma anche consulenze per l’acquisizione di competenze tecniche e know-how: tutto questo rientra nelle attività e nelle spese ammissibili per il credito d’imposta!

Un esempio pratico? Un’azienda che acquista un software da SwitchUp, e che abbia i requisiti per superare la soglia di ammissibilità di 30 mila euro, ha diritto ad uno sconto sulle tasse del 50%: in pratica, è come se pagasse il prodotto la metà del suo costo!

 

Una grande opportunità per le imprese

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo rappresenta una grande opportunità di crescita per le aziende, che possono investire denaro nello sviluppo strategico di soluzioni e prodotti fondamentali alla crescita e alla competitività!

Il bonus d’imposta è riconosciuto a tutte le imprese, a prescindere dalle dimensioni aziendali, dalla loro forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

 

Bonus fino al 50%: in quali casi?

Il credito d’imposta passa dal 50% al 25% con la Legge di Stabilità del 2019, ma con alcune eccezioni: infatti, il bonus è applicabile fino al 50% solo in questi casi:

  • spese relative al personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • spese relative ai contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività ricerca e sviluppo e ai contratti stipulati con start-up innovative e Pmi innovative, come SwitchUp, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa committente. 

Quali sono le spese agevolabili?

La Legge di Stabilità del 2019 è intervenuta anche sull’elenco delle spese agevolabili. Le spese ammissibili sono relative a:

  • personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo, o comunque diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
  • contratti stipulati con imprese rientranti nella definizione di start-up innovative e con imprese rientranti nella definizione di Pmi innovative, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
  • contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate sopra, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione che non si tratti di imprese appartenenti allo stesso gruppo della committente.

 

Credito d’imposta in ricerca e sviluppo: un breve chiarimento

La Legge di Stabilità del 2015 ha sancito che le imprese che sostengono una spesa privata in ricerca e sviluppo volta a garantire la loro competitività potranno ricevere un’agevolazione fiscale in credito d’imposta.

Successivamente, la Legge di Bilancio del 2017 ha stabilito che questa agevolazione fiscale fosse del 50% per tutte le spese ammissibili e per tutto il personale impiegato in ricerca e sviluppo, e ha innalzato l’importo massimo dell’incentivo a 20 milioni di euro. Con la Legge di Stabilità del 2019, questa percentuale è stata poi abbassata dal 50% al 25%, e l’importo annuo massimo concedibile a ciascuna impresa è passato da 20 a 10 milioni di euro, partendo da un minimo di 30 mila euro.

 

 

Per sapere se la tua impresa può accedere al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, visita il la pagina web dedicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico!